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Generalife
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Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il palazzo ed i relativi giardini furono costruiti probabilmente durante il regno di mwfqMaometto II (1273-1302) o forse durante quello di mwfgMaometto III (1257-1314). mwfwAbu I-Walid Isma'il (1313-1324) fece ristrutturare il complesso in occasione della vittoria contro i mwgaCastigliani durante una battaglia nella mwgqVega de Granada e ne modificò il nome in mwggDar al-mamlaka al-saida (Gioiosa casa del Regno).cite-ref-2-2-0[2]
Dopo la mwiamwiqReconquista, il mwigGeneralife fu acquisito dal musulmano convertito Ibn-Hud. In seguito, nel XV secolo, fu ampliato e ristrutturato dalla famiglia genovese dei Grimaldi Pallavicini.cite-ref-1-3-0[3]
Diventato di proprietà statale (e associato al complesso dell'Alhambra come monumento nazionale) all'inizio del XX secolo, il Generalife venne sottoposto ad un'opera di conservazione. Dei giardini si occupò Francisco Prieto Moreno (1907-1985) tra il 1931 e il 1951, portando un'influenza mwkqitaliana nella loro sistemazione.cite-ref-0-4-0[4]
Il recupero seguito all'incendio del 1958 portò alla scoperta della struttura originaria del mwlwGeneralife e costituì l'occasione per una migliore opera di conservazione.cite-ref-0-4-1[4]
Nel 1984 il mwnqGeneralife, insieme al complesso di Alhambra, è stato dichiarato mwngPatrimonio dell'umanità protetto dall'mwnwUNESCO.cite-ref-3-5-0[5]
Descrizione
Il complesso si sviluppa sul pendio di una collina, lungo il quale si distribuiscono in modo asimmetrico, su terrazzamenti, una grande varietà di spazi: padiglioni, corti, giardini, fontane, piscine e aiuolecite-ref-1-3-1[3]cite-ref-0-4-2[4]. Costruito su una delle più antiche aree terrazzate in Europa, integra la tradizione dei giardini mwuamori, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo dell'acqua e la concezione del giardino come luogo di produzione e di intrattenimento, con elementi tipici del Rinascimento e tecniche di giardinaggio contemporaneecite-ref-3-5-1[5].
Il palazzo si sviluppa intorno al mwxwPatio de la Acequia mwyaReal (Corte del Giardino Acquatico), un giardino rettangolare lungo 48 metri, suddiviso in quattro aiuole e attraversato da un canale. Sui lati minori è delimitato da due padiglioni, ornati da portici e da pile a forma di loto. Il canale è circondato da numerosi zampilli (probabilmente realizzati nel XV sec. dai Pallavicini) e da numerose varietà di fiori e piante, che lo rendono vicino al modello islamico. Grazie alla collaborazione tra il Centro di Studi Islamici di Granada e il Centro de Investigation Cientifico di Madrid, è in corso un tentativo di recuperare il suo aspetto originale, sia dal punto di vista architettonico che botanico.cite-ref-1-3-2[3]
Attraverso il portico si giunge al mwzgPatio del Cipres de la Sultana (Giardino della Sultana o Corte dei Cipressi)mwzw, anch'esso di forma rettangolare; presenta un bacino a U, al centro del quale ci sono una fontana quadrata e due aiuole. La struttura originale è stata mantenuta, benché sia stata soggetta a diverse modifiche, in modo particolare nel periodo rinascimentale. Su un lato del patio si affaccia una scalinata attraverso la quale si accede al "Giardino alto". La scalinata è suddivisa in tre rampe: piccoli getti d'acqua fuoriescono dalle pile circolari poste a ornamento dei pianerottoli che le separano. Caratteristico è il parapetto, lungo il quale scorre un canale, secondo una concezione probabilmente ripresa dai giardini bizantini, greci o romani.cite-ref-1-3-3[3]
I sentieri che uniscono corti e padiglioni, tracciati nel XX secolo, sono pavimentati in tipico stile di Granada con un mwbqmosaico di ciottoli: quelli bianchi provengono dal mwbgfiume Darro mentre quelli neri dal mwbwfiume Genil.cite-ref-7[7]cite-ref-0-4-4[4]
L'ala nord è ben conservata ed è costituita da un portico, da uno spazio trasversale con due camere da letto e da una torre.cite-ref-2-2-1[2]
Note
cite-note-11. ↑ mwgw(mwhamwhqEN) mwhgmwhwAlhambra | Palace, Fortress, Facts, Map, & Pictures | Britannica, su mwiawww.britannica.com. mwiqURL consultato il 20 novembre 2022.
cite-note-2-22. ↑ mwjwMaria Jesus Viguera Molins, mwkaThe Alhambra and the Generalife. The Eternal Landmarks of Islamic Granada, in Barbara Boloix Gallardo (a cura di), mwkqA companion to Islamic Granada, Leiden, Brill, 2022, p.mwkg 376.
cite-note-1-33. ↑ mwnaNausikaa M. Rahmati, mwnqFortuna del giardino persiano, in Luigi Zangheri, Brunella Lorenzi e Nausikaa M. Rahmati (a cura di), mwngIl giardino islamico, Città di Castello, Olschki, 2006, pp.mwnw 398-402.
cite-note-0-44. ↑ mwqwFarhat A. Hussain, mwraThe Gardens of the Alhambra, in Marion Harney (a cura di), mwrqGardens & Landscapes in Historic Building Conservation, Hoboken, John Wiley & Sons Ltd, 2014, p.mwrg 424.
cite-note-3-55. ↑ mwta(mwtqmwtgEN) UNESCO World Heritage Centre, mwtwmwuaAlhambra, Generalife and Albayzín, Granada, su mwuqUNESCO World Heritage Centre. mwugURL consultato il 20 novembre 2022.
cite-note-66. ↑ Rosemary Burton e Richard Cavendish (2003). mwvgWonders of the World: 100 Great Man-Made Treasures of Civilization. Sterling Publishing Company, Inc., ISBN 1-58663-751-7, p.27.
cite-note-77. ↑ J. Agustín Núñez (Ed.). (2002). mwwwMuslim and Christian Granada. Edilux. ISBN 84-95856-07-7.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Generalife
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su alhambra-patronato.es.
• citerefbritannica-com(EN) Generálife, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgec(CA) Generalife, su Gran Enciclopèdia Catalana, Grup Enciclopèdia Catalana.
• (EN) Generalife, su Structurae.
• mw0qScheda UNESCO, su whc.unesco.org.
• mw0wGalleria fotografica della BBC, su bbc.co.uk. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
• mw1q(ES) Gabriel Pozo Felguera, Los marqueses medievales que chulearon a Granada con la usurpación del Generalife, Campotéjar y Jayena, su El Independiente de Granada, 2 giugno 2019.